Talenti VS Ombra
due facce della stessa medaglia

La ricerca dei talenti è sempre stata un chiodo fisso per me. Fin da molto piccola mi interrogavo su cosa fossero i talenti e su come si facesse a riconoscerli. Erano abilità innate? Si doveva studiare per ottenerli e poi migliorarli? Tutti avevamo dei talenti o solo alcuni di noi?

Queste domande senza risposte mi accompagnarono per anni, finché, ad un certo punto della mia vita, capii quanto fosse necessario mettermi in cerca di quelle risposte.

Io….. avevo dei talenti? Se sì, quali? e soprattutto come potevo usarli al meglio per costruirmi un lavoro che mi desse piena soddisfazione e una vita, in generale, più appagante?

Scoprire i propri talenti e capire come metterli al servizio è una prova iniziatica, piena di deviazioni, scivoloni, abbagli, ma necessaria.

Oggi esistono tanti strumenti per riconoscere i propri talenti ma riuscire a tradurli in un lavoro, un progetto, un’attività risulta più complesso.

Perché?

Negli anni ho capito qualcosa di fondamentale e spesso inosservato. Nei vari lavori sui talenti ci si occupa prevalentemente solo della parte luce, della parte potenziante. È molto utile, non fraintendetemi, tuttavia è necessario fare un passo successivo: occuparsi della parte ombra, dei difetti, di ciò che pensiamo essere qualcosa di sbagliato che vada assolutamente modificato, aggiustato o addirittura nascosto.

Come?

Comprendendo che anche e soprattutto le nostre fragilità possono diventare punti di forza.

Attraverso ciò che viene etichettato difetto, limite, mancanza, ombra c’è il nostro più grande potenziale.

Come lo riconosciamo?

Iniziando a riconoscere ciò che ci abita senza censure. Iniziando a dare un posto a tutte quelle parti di noi che riteniamo sbagliate, difettose o manchevoli e smettere di opporvi resistenza.

In quel preciso istante di resa, è possibile comprendere la forza di ciò di cui si è avuto paura tutta la vita. E quando lo si comprende si aprono le porte della nostra libertà.

Negli anni, i miei talenti luce hanno aiutato a realizzarmi ma, solo quando mi sono permessa di riconoscere la mia ombra, ho potuto onorare la forza della mia debolezza, della mia fragilità e ho trasformato quella vergogna, la mia vergogna in uno strumento di LIBERTÀ.

Questo è il cammino che auguro a ciascuno di voi.

È un cammino intenso e complesso e potremmo aver bisogno di essere accompagnati, ma la meta finale siamo noi, nella nostra unicità.

Quali sono le tue ombre? Cosa non ti piace di te, cosa nascondi?

Sì, proprio lì in quel buio c’è il tuo più grande potenziale!

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