Oggi, mentre passeggiavo immersa in questo paesaggio montano, con il freddo che mi avvolgeva, ho iniziato a ripensare a una domanda che ho ascoltato ieri durante una chiamata del Profit Club con l’incredibile Simone Milasas, coordinatrice mondiale di Access Consciousness®.

Sostanzialmente, diceva quanto spesso usiamo le domande da uno spazio automatico, perché desideriamo la cosa che stiamo chiedendo, e quanto invece il vero contributo della domanda sia porsela con vera curiosità, senza avere la minima idea di come questa cosa si manifesterà nella nostra vita.

E stamattina, mentre camminavo, ho iniziato a far scorrere tutte le domande che mi ripeto e ho percepito quanto ultimamente stessi andando con il pilota automatico: come fare un compitino, senza fermarmi mai a percepire l’energia che la domanda generasse in me e senza ascoltare ciò che si apriva dentro di me.

E poi mi sono chiesta: come e quando permetto al pilota automatico di inserirsi? Sono stata con quell’energia senza cercare risposte e senza iniziare a giudicarmi. Continuando a camminare, è emerso che molte volte accade quando “penso” di essere di fretta e di non avere il tempo necessario per porre le domande; e poi, ancora più chiaramente, quando non sono disponibile a ricevere; e, più in profondità, quando sono nel controllo.

Ecco, vedere questo mi ha alleggerito, sciolto e fatto fare una grande risata. Questa è consapevolezza: riconoscere ciò che è, e se lo riconosci, lo puoi cambiare.
Cosa si mostrerà nei prossimi giorni?

Come sarebbe permettermi ogni giorno di ricevere l’energia e il contributo delle mie domande senza controllare? Più di questo, per favore!

Buon Ponte dell’Immacolata!

 

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